Il deskilling: l'intelligenza artificiale e la perdita di competenze
L'intelligenza artificiale sta ridefinendo le nostre abilità, specialmente nel campo dell'istruzione.

Che cos'è il deskilling?
Il termine deskilling indica la perdita o l’indebolimento progressivo di competenze che un tempo venivano esercitate abitualmente. Quando uno strumento tecnico svolge al posto nostro determinate operazioni, noi diventiamo più veloci, ma talvolta anche meno capaci. Non si tratta di un fenomeno nuovo. Ogni innovazione tecnica modifica il rapporto tra l’uomo e le sue abilità. Tuttavia, con l’IA, il deskilling non riguarda soltanto le abilità manuali o meccaniche: riguarda anche attività cognitive elevate, come scrivere, ricordare, argomentare, interpretare, scegliere.

Il deskilling nel contesto scolastico
A scuola il deskilling è particolarmente delicato, perché l’istruzione non dovrebbe limitarsi a produrre un risultato immediato, ma dovrebbe costruire competenze durature. Uno studente che ottiene un buon compito grazie a un sistema automatico non è necessariamente uno studente che ha imparato davvero. Il rischio è che si sviluppi una sorta di dipendenza: la macchina diventa protesi permanente del pensiero, e senza di essa il soggetto si sente più fragile, più lento, meno sicuro.

Il paradosso dell'IA: strumenti potenti e abilità umane
Il paradosso è evidente: disponiamo di strumenti potentissimi per accedere a informazioni e contenuti, ma proprio questa facilità può indebolire le competenze necessarie a comprendere davvero ciò che riceviamo. Per questo il problema non è “usare o non usare” l’IA. Il problema è come usarla senza smettere di esercitare le facoltà umane fondamentali.